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Paragrafo 9 . Le nuove correnti culturali.

     
Le  nuove acquisizioni sulle possibilit e sui metodi della conoscenza
scientifica   favorirono  la  diffusione  di   numerosi   orientamenti
filosofici, che, al di l delle specificit proprie delle diverse aree
culturali,  sostenevano tutti l'impossibilit  di  cogliere  l'essenza
della realt attraverso la scienza e la ragione.
     Il   filosofo  tedesco  Friedrich  Wilhelm  Nietzsche  mosse  una
critica radicale a tutta la tradizione culturale dell'Occidente.  Alla
concezione della linearit dell'evoluzione storica, finalizzata a mete
determinate, contrappose quella di
     
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     un  mondo che ritorna ciclicamente su se stesso senza alcun  fine
o  ordine.  Ai valori diffusi dalla civilt occidentale, che Nietzsche
accusava  di aver soffocato l'energia vitale dell'uomo, oppose  l'idea
di  un "superuomo", cio di un nuovo tipo di individualit, capace  di
affermare  la  propria  "volont  di  potenza",  ossia  di  realizzare
pienamente  la  vita in tutte le sue possibilit, al  di  fuori  degli
schemi soffocanti imposti dalla morale e dalla religione tradizionali.
Le  idee  di  Nietzsche,  a  causa  anche  della  loro  ambiguit,  si
prestarono  ad una strumentalizzazione politica in senso violentemente
antidemocratico.
     Dall'ambito     dello    stesso    positivismo    si     svilupp
l'empiriocriticismo,  ad  opera dei filosofi  tedeschi  Ernst  Mach  e
Richard   Avenarius,  che  evidenziarono  i  limiti  della  conoscenza
scientifica.  I  concetti sui quali questa  si  basa,  secondo  i  due
studiosi,  sono puri strumenti pratici, che non mirano a penetrare  la
realt profonda delle cose, ma solo ad organizzare nel modo pi chiaro
ed efficace possibile i risultati delle esperienze compiute.
     L'opposizione  al  positivismo, in  alcuni  casi,  si  leg  alla
ripresa  e alla revisione di precedenti teorie filosofiche che avevano
posto  l'idea  a  fondamento della conoscenza e  della  realt  o  che
avevano  sottoposto ad una critica sistematica i  poteri  e  i  limiti
della  ragione, come l'idealismo di Hegel e il criticismo di  Kant.  I
rappresentanti  del  neokantismo,  diffuso  soprattutto  in  Germania,
sostenevano che la cosa in s sfugge all'indagine scientifica e che il
nostro  solo un mondo di rappresentazioni.
     La  filosofia  di Hegel  alla base del pensiero  degli  italiani
Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Il primo arriva a quello che viene
definito "storicismo assoluto", affermando che tutta la realt   data
dalla  storia: non esiste alcuna realt metastorica, l'uomo    sempre
"nella storia", sia quando agisce concretamente per il suo utile e per
i  valori  in cui crede, sia quando opera con il pensiero.  Per  Croce
inoltre,  la filosofia  la vera scienza, perch si fonda su  concetti
universali  e concreti, mentre quelli propri delle scienze matematiche
e  naturalistiche  sono astratti e particolari.  Secondo  Gentile,  la
natura, la storia e lo stesso Dio non esistono di per s, ma in quanto
oggetti pensati da un soggetto pensante; la realt, dunque,  posta  e
creata  dal  "pensiero in atto" (da cui la definizione di "attualismo"
della filosofia gentiliana).
     In  Francia,  la  reazione al positivismo ebbe le  manifestazioni
pi   significative   nel   contingentismo   di   mile   Boutroux   e
nell'intuizionismo di Henri Bergson. Anche per Boutroux la scienza non
pu  penetrare  l'essenza della realt, perch questa non    ordinata
secondo  rapporti  di  causalit ma contingenti e  imprevedibili.  Per
Bergson  la  conoscenza  scientifica si ferma agli  aspetti  esteriori
della   realt,   che   pu   essere   profondamente   compresa   solo
dall'intuizione, cio da un atto conoscitivo immediato,  al  di  fuori
degli schemi intellettuali propri dell'indagine scientifica.
     Dagli Stati Uniti si diffuse il pragmatismo, secondo il quale  la
validit  di  un'idea  non  si fonda su criteri  logico-razionali,  ma
dipende  dalla sua attuazione pratica, ed una conoscenza  vera  se  
utile.
